Giuseppe Pontiggia
Il 27 giugno del 2003 è scomparso un grande della letteratura italiana: Giuseppe Pontiggia. E’ morto nella sua abitazione milanese per un collasso cardiocircolatorio.
La notizia è di per sé tragica, visto che la letteratura italiana contemporanea ha perso uno dei suoi autori più coraggiosi e autentici, ma lo è ancora di più per me, che ho avuto il piacere - e l’onore - di intervistare Pontiggia nel 1996, per un articolo che poi è entrato a far parte del mio primo libro “Un posto per scrivere - indagine sulla scrittura creativa in Italia”.
Anche se sono trascorsi 7 anni, ricordo benissimo quella piacevole conversazione. Quando realizzai l’intervista, lavoravo a Bologna in una radio privata. Mi ricordo che Pontiggia mi chiese di chiamarlo la mattina presto, verso le 8, perché era quello l’orario che lui era solito dedicare alle telefonate e alla corrispondenza, prima di mettersi a scrivere. Mi recai agli studi della radio di buon’ora, perché volevo documentare su nastro la conversazione, e avevo bisogno di una stanza tutta per me. Lo raggiunsi telefonicamente nella sua casa di Milano, e parlammo per circa mezz’ora. Conservo ancora quella cassetta.
Lo ricordo come una persona pacata, dai modi gentili ed estremamente disponibile. Pontiggia mi parlò della sua esperienza come insegnante di scrittura creativa al Teatro Verdi di Milano, e in particolare del proprio rapporto con la scrittura. Ricordo che parlammo anche di Internet, quando ancora la Rete la conoscevano in pochi, in Italia. Ma lui aveva già previsto come sarebbero andate le cose.
Dopo che ebbe ricevuto una copia del libro, mi scrisse una lettera di complimenti, di suo pugno. E’ stata una delle più grandi soddisfazioni che io abbia mai avuto. Voglio condividere con voi questa nostra conversazione sulla scrittura.
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Ho conosciuto Pontiggia, devo dirti che lo ritrovo tutto in questa intervista. Nella sua serietà, nella sua misura e nella sua bonaria severità.
Grazie per avermelo ricordato così.