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Puoi spiegarmi come si diventa giornalisti pubblicisti?

Salve Luca!
Ho letto il suo profilo professionale sul sito e mi è parso estremamente interessante. [...] mi farebbe piacere che lei mi desse maggiori informazioni sul suo mestiere di giornalista [...]. Sarebbe gentile se mi desse qualche consiglio in merito (eventuale percorso da seguire, corsi, ecc…).
La ringrazio in anticipo.
Lisa

Esiste un Ordine Nazionale dei Giornalisti, così come esistono tanti Ordini regionali, ed è con questi ultimi che dobbiamo rapportarci durante il nostro iter per conseguire l’abilitazione. Ogni Ordine solitamente comprende 4 albi diversi: pubblicisti, professionisti, praticanti e albo speciale.
Anche i pubblicisti sono giornalisti, dunque, ma l’iter per iscriversi al relativo Albo professionale è diverso dai professionisti: questi ultimi, infatti, devono effettuare un periodo di praticantato di 18 mesi in una redazione (che può essere sostituito da una scuola di giornalismo, a patto che sia riconosciuta dall’Ordine Nazionale), e quindi sostenere un esame di stato.
In teoria i pubblicisti sono i giornalisti freelance, o comunque coloro per i quali l’attività giornalistica non è quella primaria.

Per iscriversi all’Ordine dei Giornalisti, nell’albo dei pubblicisti, sono necessari circa 60-70 articoli (la cifra varia da ordine regionale a ordine regionale) redatti in un arco di tempo minimo di due anni. La cosa fondamentale, comunque, è poter dimostrare che si è trattato di una collaborazione retribuita.

Archiviato in: Segnalazioni | 9 settembre 2006 | 11 Commenti »

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11 commenti Leave a comment.

  1. On 4 ottobre 2008 at 12:39 pm Antonio Said:

    Tutto molto chiaro, io scrivo da Sorrento e le assicuro di aver seguito passo per passo i suoi consigli, ma mi è stata negata la possibilità di divenire giornalista pubblicista, perchè in nessuna delle redazioni delle quali ho fatto parte c’è stata la disponibilità a dimostrare che i miei articoli (ben più di sessanta, ben più del doppio…) fossero stati retribuiti. Le testate locali, ma anche quelle provinciali e regionali ci richiedono articoli, li utilizzano senza neanche la minima riconoscenza. Può darmi un consiglio a proposito di questo?

  2. On 18 ottobre 2008 at 4:36 pm Luca Lorenzetti Said:

    Ciao Antonio,
    purtroppo l’unica soluzione è essere ben chiari fin dall’inizio, e specificare che non si è disposti a fornire collaborazioni a titolo gratuito. Non c’è nulla di male a scrivere senza essere retribuiti, ma se l’obiettivo è quello di acquisire il patentino da pubblicista, allora non c’è proprio altra scelta.
    In bocca al lupo

    Luca

  3. On 28 novembre 2008 at 11:48 am Paolo Said:

    Ti consiglio di metterti d’accordo con una piccola testata, in genere non hanno problemi a fare la dichiarazione

  4. On 15 gennaio 2009 at 11:15 pm gioooooooo91 Said:

    Ho 17 anni vorrei diventare giornalista e non so che percorso studi seguire. Volevo sapere se è possibile fare il giornalista con una laurea in scienze politiche e, ovviamente, l’iscrizione all’odg!
    aspetto risposte, Giovanni

  5. On 10 febbraio 2009 at 6:14 pm Antonio Said:

    Salve,
    Ho 30 anni e mi sono laureato a 24 in un università statale Britannica, conseguendo un Bachelor of Honours in Marketing e Management. Fino a questo momento sono stato un imprenditore, ed ho lavorato nell’azienda di famiglia che ho preso in gestione. Adesso però ho deciso di dare più spazio al mio sogno di scrivere per professione. HO in cantiere il mio primo romanzo ed ho deciso di provare a diventare giornalista. Vivo a Catania, e mi domando coem dovrei fare per prendere contatto con delle redazioni in modo da cominciare a pubblicare qualcosa (anche se ovviamente a bassa retribuzione).
    Il problema è che non ho credenziali, ed a parte saper scrivere in modo “potabile” non ho referenze nè esperienza a parte quella scolastica e lavorativa che purtroppo non sono attinenti al mestiere di scrivere.
    Pensavo di cominciare scrivendo qualche articolo su argomenti attuali e sottoporli via mail ad alcune redazioni anche a livello nazionale. Ma non vorrei tentare nel “modo” sbagliato, diminuendo le mie probabilità.
    Mi potete suggerire un Iter adatto alla mia situazione? In parole povere: Da dove comincio ?

    Grazie in anticipo del vostro tempo.
    Antonio

  6. On 31 marzo 2009 at 6:42 pm Irene Said:

    Salve Luca,

    sono laureta in Scienze della comunicazione (triennale + specialistica) ma nonostante questo non posso partecipare a nessun concorso pubblico per addetto stampa perchè non ho la tessera da pubblicista.
    Per il momento alcune delle redazioni locali della mia zona non hanno bisogno di collaboratori.
    So che si può diventare pubblicisti anche collaborando con testate on-line, purchè siano dirette da un giornalista professionista, puoi suggerirmi il nome di alcune di quelle con cui potrei lavorare?
    Grazie
    Irene

  7. On 1 luglio 2009 at 3:37 pm dominella Said:

    da giornalista consiglio di non iscriversi a corsi di laurea specifici ma generici del tipo lettere, scienze politiche, giurisprudenza.Anche perchè a meno che tu non venga assunto dal Corriere della sera non vivrai mai del reddito percepito con il lavoro giornalistico per cui è bene crearsi un’ alternativa magari l’insegnamento, l’avvocatura, tanto se si rimane pubblicisti non vi sono conflitti di interesse.

  8. On 24 luglio 2009 at 4:56 pm sara Said:

    Per articoli si intendono anche articoli pubblicati sul web?o post all’interno di blog?

  9. On 27 luglio 2009 at 10:00 am Roberto Said:

    Sono molto interessato a questo argomento,avrei trovato un periodico che mi consentirebbe di pubblicare mensilmente due-tre articoli. Il problema è che non ci sarebbe una retribuzione…come si può fare? Di che dichiarazione si ha bisogno per diventare pubblicisti?

  10. On 13 gennaio 2010 at 9:45 am Luca Lopardo Said:

    Buongiorno. Mi corregga se sbaglio, una valida alternativa non sarebbe quella di scrivere presso riviste ONLUS ? Che io sappia non è necessaria la retribuzione per tali riviste le quali, essendo non a scopo di lucro, hanno il diritto – e il dovere – di non pagare i propri collaboratori. Credo ci sia un errore anche sul numero di articoli da consegnare. Se si presta attività continuativa su un bimestrale o trimestrale per due anni, sarà arduo giungere alla soglia dei 65 articoli. Anzi, è impossibile. Mi corregga se sbaglio.

  11. On 13 gennaio 2010 at 12:37 pm Luca Lorenzetti Said:

    Allora, andiamo per ordine.
    @Antonio: ho provato a dare qualche suggerimento qui: http://www.scritturacreativa.com/domande-frequenti/inviare-articoli-a-giornali-e-riviste/

    @Irene: si può diventare pubblicisti anche se il direttore della testata non è un professionista. Serve il direttore iscritto all’albo dei professionisti solo se vuoi avere riconosciuto il praticantato, per poi sostenere l’esame nazionale. Puoi trovare un elenco di testate online locali sul sito dell’ANSO: http://www.anso.it

    @Dominella, sono d’accordo con te

    @Sara sì, ma a patto che gli articoli siano retribuiti e che il sito in questione sia una testata regolarmente registrata in tribunale.

    @Roberto: ahimé non ci sono dichiarazioni che tengano. L’unica cosa che conta sono i documenti fiscali (ricevute di pagamento e relative ritenute d’acconto).

    @Luca Lopardo: Onestamente non so darti una risposta precisa, è la prima volta che mi capita di sentire
    questa eccezione. Ad ogni modo, non è la testata ad essere ONLUS, semmai è la società editrice (o associazione) che la produce. Sono le attività editoriali ad essere eventualmente “a scopo di lucro”, non le testate in sé. Sul secondo punto temo tu non abbia ragione, in quanto in primo luogo nulla ti vieta di pubblicare più articoli a tua firma sullo stesso numero, e in secondo luogo nulla ti vieta di collaborare con più testate. E’ vero che il numero degli articoli richiesti varia leggermente da Ordine regionale a Ordine regionale, ma quelli sono. Se ci impieghi più di due anni a raggiungere il numero, pazienza. In bocca al lupo, comunque!

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