Vorrei coltivare e migliorare la mia scrittura. Come posso fare?
Egregio Sig. Lorenzetti,
ho scoperto […] di voler scrivere, e forse di saper scrivere, rozzamente magari, ma sento ardere un fuoco che faccio fatica a soffocare e a comprendere. […]
Vorrei imparare a scrivere, confrontarmi con persone competenti che mi possano aiutare a coltivare la scrittura e a migliorarla, che mi possano dare dei suggerimenti edificanti sulle alternative su cui soffermarsi. […]
Mi chiedo se può rispondermi anche per un orientamento generico, o un semplice consiglio onesto, che può sembrarle pertinente. […]
Cordialmente.
Simone
Ciao
ti scrivo perchè sono disperata; da 10 anni scrivo per puro piacere personale; negli ultimi tempi avevo interrotto per motivi personali e adesso, che peraltro sto attraversando un momento di crisi e sono - come si suol dire - un torrente in piena non riesco più a scrivere, è tutto bloccato. Sto veramente male!! Tante idee che non riescono a prendere forma, come devo fare??
Carissimo Luca,
innanzitutto ti ringrazio per il sito, bello e interessante. Mi piace scrivere […]ma vorrei poter dedicare più tempo a questa meravigliosa passione che porto dentro di me […] Sono una mamma con tre figli, la famiglia la mando avanti da sola e lavoro tutto il giorno in ufficio.[…] Vi è sempre qualche impegno (di casa, di figli, di lavoro, con annessi e connessi) che ogni giorno mi attira verso di sé come una calamita. […] Così rimando sempre, gli anni passano e la mia pasione per lo scrivere resta un fuoco che brucia in silenzio dentro l’anima. Ho parecchie storie iniziate, […] tuttavia se non scrivo tutti i giorni perdo la tensione, il coinvolgimento. E così pure la storia. Sento che mi manca la tecnica, suggerimenti preziosi e, forse, anche quella concentrazione e quella disciplina necessarie per poter seguire il filo che mi potrebbe condurre fuori dal mio labirinto. E allora che fare?
Ti ringrazio se avrai tempo e voglia di inviarmi una risposta in merito.
Laura
L’unica cosa in cui credo, a proposito della scrittura, è la pratica. Ultimamente ho letto dei libri molto illuminanti su questo. L’unica cosa che conti davvero è la costanza e la perseveranza nello scrivere, nel mettersi alla scrivania e buttare giù i pensieri sulla carta. Scrivere, scrivere e ancora scrivere finché la scrittura non sara’ piu’ qualcosa di cui parliamo, o alla quale pensiamo, ma sara’ diventata una abitudine. Una piacevole abitudine.
“Sederci a scrivere sarà come andare ad un appuntamento con il proprio amante”, dice Heather Sellers. Qualcosa che, arrivati a quel punto, sarà più facile fare piuttosto che non fare.
Io non ci sono ancora arrivato, e conoscendomi so che sarà molto dura. Ma sento che la strada giusta è questa.
Flannery O’ Connor, ne “Il Territorio del Diavolo”, asserisce: “L’arte è l’habitus dell’artista; e come tutte le abitudini deve mettere radici profonde in tutta la personalità , e va coltivata col tempo, mediante l’esperienza. Insegnare a scrivere, in generale, consiste soprattutto nell’aiutare a sviluppare quest’habitus. Pur trattandosi di una disciplina, non credo si riduca solo a questo; credo sia un modo di guardare al creato e di usare i sensi per cogliere nelle cose quanto più significato possibileâ€?.
Inoltre sono convinto che chi voglia migliorare la propria scrittura debba passare tutto il tempo che può a leggere, leggere, leggere.
Come scrivo nell’introduzione a Un posto per scrivere, “Gli scrittori sono concordi nell’ammettere che leggere è un’arte che si può imparare, e si può apprendere anche come impiegare il tempo nella lettura. Più si legge, meno c’è il rischio di imitare: una persona che legge poco ha necessariamente avvicinato pochi modelli, che tenderà a ripetere.”
Comunque insistete, insistete sempre. Perché se avete voglia di scrivere, non c’è un motivo al mondo perché voi non possiate farlo.
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Quanto è vero! Ho sempre amato leggere e l’ho fatto appena possibile, la sera, in vacanza, quando ero giù.
Ho sempre sognato di scrivere, ma a parte pochi inizi persi in qualche cassetto prima e in qualche file poi, non “ho mai trovato il tempo”. Poi, un bel giorno, mi sono chiesta quali cose della vita mi davano più piacere e mi sono risposta: leggere e scrivere. Il pensiero succesivo è stato . E ho scoperto che ci sono un sacco di marasmi emozionali dietro queste attività : i sensi di colpa quando ti fai appassionare da un libro e leggi fino alle 5 di mattina e poi ciondoli sul lavoro; la paura che qualcuno legga quello che scrivi e si metta a ridere (soprattutto se quello che scrivi è drammatico), sono solo un paio di emozioni, ma ben forti. Poi ho letto On writing di Stephen King che dice, fra le altre cose, che leggere fa parte del “mestiere” di scrivere. Forse è stata la famosa ultima goccia? Da allora leggo senza sensi di colpa e scrivo, scrivo, scrivo e attendo con ansia i NO, perchè dopo arrivano i SI :-)
Pat
Grazie, davvero grazie: non mi era mai capitato di trovare in una pagina così ben delineate le motivazioni per cui (chi sente di farlo) possa lasciarsi andare alla scrittura…! Bella e significativa anche la citazione della O’Connor
Un saluto,
Marco