Mi posso fidare di un editore che mi chiede un contributo economico per la pubblicazione?
Egr. signor Lorenzetti,
io sono un giovane scrittore all’esordio. Vengo al punto: ho ricevuto una proposta di pubblicazione del mio primo libro da una casa editrice, ma quest’ultima vorrebbe che contribuissi economicamente alla pubblicazione. E’ normale? Le spese non dovrebbero essere a carico dell’editrice? Mi posso fidare di questa editrice secondo lei? La ringrazio in anticipo per la sua risposta.
Giuseppe
Caro Giuseppe,
qui ci sono diverse scuole di pensiero.
La mia è: non accetti mai proposte simili. Una casa editrice che chiede un contributo all’autore si comporta come una tipografia, più che come un editore.
Una casa editrice è un’azienda come tante altre, i cui prodotti sono i libri. Se non sono loro i primi a scommettere sui libri dei loro autori, chi altro dovrebbe farlo?
Il problema vero, comunque, non sta tanto nella stampa, quanto nella promozione: dopo che il libro sarà stampato, al di là della soddisfazione personale, ci sarà qualcuno che potrà acquistarlo comodamente? Sarà ben distributo? Gli si sarà una adeguata visibilità? Verrà promosso sui media e sulla stampa?
Sono queste le vere domande da porsi.
Voglio proporle un paradosso: se Mondadori mi chiedesse 2000 euro (faccio un esempio) di contributo per un libro che poi tutti potranno trovare tranquillamente in giro, non solo in libreria ma anche al supermercato, io glieli darei più che volentieri.
Però, come vede, la pubblicazione di un libro è un’operazione commerciale dove la stampa non è che uno dei passaggi chiave. Ce ne sono molti altri, dopo. E le VERE case editrici non fanno mai questa distinzione.
Quindi, come vede, non è solo inopportuno pagare per il proprio libro ma anche paradossale.
La saluto cordialmente.
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