Scrittura collaborativa: quando un testo si scrive a più mani
In questi ultimi mesi ho ricevuto diverse segnalazioni che riguardano servizi online e siti web che promuovono la scrittura collaborativa. Per scrittura collaborativa intendiamo una modalità particolare di scrittura dove diversi autori collaborano alla scrittura di uno stesso testo, o meglio – per citare Wikipedia – “l’opera di un gruppo di persone che produce testi grazie ai singoli contributi dei membri”. Wikipedia stessa ne è l’esempio più illustre, direi.
Questa particolare modalità di scrittura può avere diversi impieghi, sia nella scrittura creativa che in quella professionale. Per la mia esperienza, il contesto migliore dove sperimentare i benefici della scrittura collaborativa non è nell’ambito della scrittura narrativa (dove, sempre secondo Wikipedia, dovremmo invece parlare di scrittura collettiva), bensì in altri altri ambiti come ad esempio quello della manualistica.
E’ comunque interessante vedere cosa succede quando più persone mettono mano (o penna) allo stesso testo. Già con Fantavolando avevamo osservato, anni fa, l’imprevedibilità e la varietà della mente umana nel momento in cui diverse persone, messe di fronte ad uno stesso incipit, erano riuscite a svilupparlo in modo originale e a creare tanti racconti, molto diversi gli uni dagli altri.
A meno che non vi chiamiate Wu Ming, però, non riesco a elencare molti esempi felici di scrittura collettiva in campo narrativo che abbiano oltrepassato il muro dell’invisibilità o del semplice divertissement di scrittura. Difficile pensare come una storia possa trovare un senso e una progressione coerente quando sono diverse teste a sceglierne le direzioni, gli stili, i registri, il genere, le priorità nella narrazione.
Probabilmente sono io ad essere abbastanza “quadrato” da questo punto di vista, e davvero non vedo l’ora di essere sopreso, su questo fronte. Seppure un po’ perplesso, sono dunque curioso e mi interessa assistere alle applicazioni della scrittura collaborativa (o meglio, collettiva) anche nella narrativa. Vi segnalo dunque l’esistenza di 3 siti in italiano dedicati a questo genere di scrittura che, seppure con molti punti in comune, si rapportano all’argomento da prospettive differenti.
YouNovel
YouNovel è una nuova community che punta a riunire coloro che desiderano dare il loro contributo in termini di scrittura collaborativa di una storia e che desiderano essere coinvolti in prima persona in questo processo.
Le “regole del gioco” sono molto semplici e descritte in homepage:
- Ogni iscritto può iniziare un nuovo romanzo o partecipare ad uno già esistente scrivendo una o più pagine, senza limiti di battute.
- Se la pagina che stai leggendo non ti piace puoi dare il tuo contributo scrivendone una versione alternativa dando così vita ad una nuova linea narrativa.
- Lo stesso utente non può scrivere due pagine consecutive all’interno della stessa linea narrativa.
Potete scoprire YouNovel partendo da qui.
Novlet
Novlet è un’applicazione web che si basa sul concetto di collaborative non-linear storywriting (scrittura collaborativa di storie non lineari). Il sito permette in pratica la scrittura collaborativa (e la lettura) di storie con una struttura ad albero, e quindi non lineare.
Il metodo di Novlet si può riassumere in questi punti chiave:
- Ogni storia è divisa in passage, sezioni di testo (tipicamente lunghe 2-3 paragrafi).
- Ogni passage può avere una o più diverse continuazioni: è compito tuo, come lettore, decidere come la storia che stai leggendo dovrebbe continuare.
- E se non ti piace nessuna delle continuazioni che sono già state scritte, puoi sempre scriverne tu una nuova, e creare una ramificazione della trama.
Per approfondire: http://www.novlet.com/about/project
SIC: Scrittura Industriale Collettiva
Scrittura Industriale Collettiva (SIC) indica un metodo di scrittura collettiva e la comunità aperta di scrittori che lo utilizzano. Il metodo è stato ideato nel 2007 da Gregorio Magini e Vanni Santoni.
Il metodo, in breve, è questo:
- Tutti gli scrittori scrivono tutte le parti del racconto/romanzo.
- Gli scrittori sono guidati da uno o più “Direttori Artistici”, che si occupano di selezionare e uniformare il materiale scritto.
- La scrittura avviene attraverso la compilazione di “Schede”, ognuna delle quali tratta un aspetto della produzione (un personaggio, un luogo, una scena, ecc).
Il metodo è spiegato approfonditamente in questa pagina.
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Sarebbe un evento da ricordare se davvero dalla scrittura a più mani arrivasse qualcosa che si avvicina al capolavoro. ma nella scrittura collettiva ci sono limiti strutturali. I valori del gruppo, della cooperazione e dell’uguaglianza prevalgono sui valori comunicativi, il punto di forza della narrativa. Un capolavoro narrativo individuale si apprezza per come ci permette di entrare in contatto con noi stessi, con la nostra cultura. Di un eventuale capolavoro a più mani si apprezzerebbe la rara esistenza. Il destino dei “movimenti letterari” già lo dimostra. Infine, non bisogna dimenticare la natura da “social network” di certe realtà come quelle segnalate. Il fatto di non scambiarsi futilità – come per esempio su Facebook o Twitter – ma elementi narrativi non fa di questo scambio qualcosa di necessariamente “alto”.
@Sergio sono d’accordo con te, anche se credo che, magari trovando la giusta occasione o il giusto spunto, la cosa potrebbe rivelarsi anche sorprendente. Non sempre bisogna partorire capolavori quando si scrive, e a volte farlo solo per divertirsi o per esercitarsi è salutare.
Spesso le cose migliori vengono fuori quando abbassiamo l’asticella delle aspettative…
Come scrivevo, sono aperto agli esperimenti e rimango in attesa di essere “stupito” :)
col metodo SIC sono state scritte finora 5 opere:
http://www.scritturacollettiva.org/biblioteca/pubblicati
@sergio: sono perplesso dal ragionamento. Capisco l’osservazione sulla rarità del prodotto letterario collettivo (del resto, le cose potrebbero cambiare: nel ‘500 i libri stampati erano ben pochi). E capisco anche i problemi agguntivi che sollevi. Tuttavia, una critica preventiva basata su “limiti strutturali” della scrittura collettiva non mi convince. Basti pensare ai sopra citati Wu Ming per falsificare l’affermazione. Le loro opere mi pare siano rilevanti a prescindere dal fatto che sono prodotte da un collettivo. C’è quindi da chiedersi quale sia un metodo adeguato a realizzare opere interessanti di per sé, utilizzando Internet (non dimentichiamo che i Wu Ming sono un collettivo che fa riunioni continue da 10 anni). Dei tre siti citati, il metodo proposto dalla SIC (Scrittura Industriale Collettiva) mi sembra il più funzionale alla produzione di un’opera fruibile. Non a caso, propone una struttura *gerarchica*, con Direttori Artistici che organizzano il lavoro, scelgono il materiale, assemblano il risultato finito. In questo momento la SIC sta realizzando un romanzo collettivo. Vediamo cosa ne verrà fuori :)
Anche se prima non conoscevo queste realtà illustrate da circa un anno sono al lavoro su un progetto che amplia e migliora i siti finora esistenti.
Il progetto è in fase di alpha testing e progettazione, per questo motivo non posso parlarne ma se qualcuno fosse interessato a seguire quest’avventura vi invito a visitare ogni tanto http://www.scricol.com e potreste essere invitati a partecipare attivamente come beta tester per aiutare a creare il social network defintivo per gli amanti della scrittura.