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Archivio di dicembre, 2009

Autori esordienti tra carta e ebook: intervista a Simone Navarra

La copertina di "Io scrivo"Non fatevi ingannare dalla copertina un po’ seriosa: “Io scrivo – manuale di sopravvivenza creativa per scrittori esordienti” è una delle cose più spassose e simpatiche sulla scrittura che abbia mai letto, senza esagerare.
Ho letto questo saggio qualche settimana fa, complice un viaggio in treno durante il quale avevo un po’ di tempo da dedicare alla lettura, senza distrazioni. Penso sia stato l’unico caso in cui, a mia memoria, abbia finito tutto d’un fiato un libro che non fosse di narrativa. Si tratta di un volume dove, con grande intelligenza e ironia, si sdrammatizza sulle vicissitudini e le disavventure di tanti, tantissimi aspiranti esordienti che in Italia provano a rapportarsi con il mondo dell’editoria. L’autore, Simone Navarra, è riuscito a mantenersi in equilibro tra il serio e l’ironico, facendo sorridere il lettore senza per questo perdere di credibilità.

E’ proprio Simone Maria Navarra l’ospite della nuova puntata del nostro podcast. Con Simone abbiamo parlato del suo libro, ovviamente, ma anche di ebook, i libri in formato digitale: Simone infatti, prima di uscire con Delos, ha pubblicato alcuni suoi lavori di narrativa in questo formato. E’ stata un’esperienza positiva? E’ servita ad aumentare la sua visibilità come autore? La pubblicazione su carta è da considerarsi in contrapposizione con quella in formato digitale?

Per ascoltare l’intervista, come sempre, è sufficiente fare clic sulla freccetta del player qui sotto. Se volete, potete anche scaricarla sul vostro pc o ipod cliccando su “download”.
Buon ascolto!

 
icon for podpress  Intervista a Simone Navarra [10:47m]: Play Now | Play in Popup | Download (1440)
Archiviato in: Podcast 28 dicembre 2009 | 11 Commenti »

Scrittura collaborativa: quando un testo si scrive a più mani

Scrittura collaborativaIn questi ultimi mesi ho ricevuto diverse segnalazioni che riguardano servizi online e siti web che promuovono la scrittura collaborativa. Per scrittura collaborativa intendiamo una modalità particolare di scrittura dove diversi autori collaborano alla scrittura di uno stesso testo, o meglio – per citare Wikipedia – “l’opera di un gruppo di persone che produce testi grazie ai singoli contributi dei membri”. Wikipedia stessa ne è l’esempio più illustre, direi.

Questa particolare modalità di scrittura può avere diversi impieghi, sia nella scrittura creativa che in quella professionale. Per la mia esperienza, il contesto migliore dove sperimentare i benefici della scrittura collaborativa non è nell’ambito della scrittura narrativa (dove, sempre secondo Wikipedia, dovremmo invece parlare di scrittura collettiva), bensì in altri altri ambiti come ad esempio quello della manualistica.

E’ comunque interessante vedere cosa succede quando più persone mettono mano (o penna) allo stesso testo. Già con Fantavolando avevamo osservato, anni fa, l’imprevedibilità e la varietà della mente umana nel momento in cui diverse persone, messe di fronte ad uno stesso incipit, erano riuscite a svilupparlo in modo originale e a creare tanti racconti, molto diversi gli uni dagli altri.
A meno che non vi chiamiate Wu Ming, però, non riesco a elencare molti esempi felici di scrittura collettiva in campo narrativo che abbiano oltrepassato il muro dell’invisibilità o del semplice divertissement di scrittura. Difficile pensare come una storia possa trovare un senso e una progressione coerente quando sono diverse teste a sceglierne le direzioni, gli stili, i registri, il genere, le priorità nella narrazione.

Probabilmente sono io ad essere abbastanza “quadrato” da questo punto di vista, e davvero non vedo l’ora di essere sopreso, su questo fronte. Seppure un po’ perplesso, sono dunque curioso e mi interessa assistere alle applicazioni della scrittura collaborativa (o meglio, collettiva) anche nella narrativa. Vi segnalo dunque l’esistenza di 3 siti in italiano dedicati a questo genere di scrittura che, seppure con molti punti in comune, si rapportano all’argomento da prospettive differenti.
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Archiviato in: siti 17 dicembre 2009 | 5 Commenti »

Bologna: un corso per scrivere “la tua sceneggiatura in sei mesi”

La locandina del corsoAnche se ne è parlato molto su giornali online e webzine di settore, vi ricordo che sono aperte fino al 23 dicembre 2009 le iscrizioni per “La tua sceneggiatura in sei mesi”, il corso di scrittura per la narrazione audiovisiva che si propone di accompagnare 15 persone nello sviluppo del loro soggetto, nelle varie fasi: dall’idea di base alla sceneggiatura finita per un film, un documentario o per una fiction televisiva.
Con lezioni, tra gli altri, di Carlo Lucarelli, Marcello Fois, Manetti Bros, Nicola Giuliano e la partecipazione di alcuni docenti della Scuola Holden di Torino.

Il corso è ideato e diretto da Michele Cogo e Giampiero Rigosi. Attraverso lezioni teoriche, incontri con professionisti e il laboratorio pratico, i corsisti saranno accompagnati dai tutor nello sviluppo del proprio soggetto, nelle varie fasi dall’idea di base alla sceneggiatura finita per un film, per un documentario o per una fiction televisiva. Al termine dei sei mesi di corso i partecipanti avranno in mano la propria sceneggiatura pronta per essere presentata davanti a una commissione di produttori ed esperti del settore.

Per informazioni: Finzioni.eu

Archiviato in: Corsi e laboratori 17 dicembre 2009 | Nessun commento »

Nuove professioni della scrittura: arriva il writing coach

Davide GiansoldatiDa qualche anno a questa parte, anche in Italia si sta facendo largo una nuova professione, quella del “coach“. A metà strada tra il mentor e il personal trainer, il coach è una figura che aiuta le persone a misurarsi con le proprie sfide personali o professionali e a mantenersi focalizzati sugli obiettivi. Quella del coach è una professione che si declina in molti modi, a seconda del settore di riferimento: esistono i business coach per le aziende, i fitness coach per gli atleti, i vocal coach per i cantanti… la lista potrebbe continuare ancora per molto.

Qualche tempo fa, cercando su Internet, mi sono imbattuto in una di queste declinazioni del coaching che però non avevo mai sentito prima: il writing coach. Si tratta di una figura professionale presente già da qualche anno negli Stati Uniti, anche se certamente nuova. La cosa mi ha incuriosito e ho iniziato a fare ricerche in merito. Ho scoperto, tra l’altro, che uno sceneggiatore e coach inglese, Jurgen Wolff, conosciuto da noi per il suo “Come funziona una sit-com” (Audino, 2005), ha pubblicato un manuale che si chiama appunto “Your writing coach“.

Effettivamente, uno dei grandi problemi che abbiamo tutti noi che scriviamo è quello di riuscire a rimanere motivati, focalizzati e costanti nel tempo. Tra noi e la scrittura spesso c’è uno spazio ingrombro di ostacoli, paure, fisime e impedimenti che ci impediscono di raggiungere i traguardi che ci siamo prefissati, piccoli o grandi che siano. Lo stesso Wolff, nella prima parte del suo manuale, ne elenca tutta una serie (qui potete leggere un’anteprima del libro, in inglese).

L’assistenza di un professionista che ci segue individualmente può aiutarci ad essere maggiormente consapevoli di questi problemi, ad analizzarli con uno sguardo obiettivo per provare poi a liberarci di tutti gli schemi e le zavorre che ci fanno perdere di vista i nostri obiettivi e ci impediscono di concretizzare le nostre idee.

Lo scorso anno, in occasione della Maratona di scrittura che ho organizzato a Matelica, ho conosciuto Davide Giansoldati, scrittore, consulente di creatività, marketing e comunicazione, ma innanzitutto coach. A Davide avevo chiesto di condurre un mini-corso specifico per i partecipanti alla maratona. Più di recente, ho avuto il piacere di seguire anche uno dei suoi workshop a Milano. Davide ha acquisito queste competenze attraverso una formazione molto ampia, ma ha poi scelto di concentrarsi sul coaching applicato alla creatività e alla scrittura, come poi ci spiegherà lui stesso in questa intervista che ho realizzato pochi giorni fa per il nostro podcast.

Buon ascolto!
(per ascoltare l’intervista è sufficiente fare clic sulla freccetta del player qui sotto)

 
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Archiviato in: Podcast 1 dicembre 2009 | 1 Commento »