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Perfect Day alla Holden: il mio resoconto di un giorno perfetto

perfect.jpgMiracoli che solo la Holden riesce a fare. Niccolò Ammaniti, Alessandro Baricco, Gianrico Carofiglio, Carlo Lucarelli, Melania Mazzucco, Antonio Scurati, Domenico Starnone, Sandro Veronesi. Tutti insieme. Tutti nello stesso giorno – il 26 aprile 2008 – e nello stesso luogo: Corso Dante 118 a Torino.
Per me era un appuntamento da non perdere, come avevo segnalato, e grazie alla collaborazione dello staff della Scuola ho avuto la fortuna di essere presente. Non era la prima volta che andavo alla Holden, la prima fu nel 2001 per un seminario sull’ufficio stampa. Stavolta, però, si respirava un clima del tutto diverso: aria di festa, di meraviglia. Più che a una scuola di narrazioni, sembrava di essere a Hogwarts, dove 135 allievi sarebbero andati a lezione di magia. Letteraria, ovviamente.

Il mio Perfect Day (dico il mio perché ogni partecipante si è costruito il proprio “palinsesto” didattico a seconda delle preferenze e delle disponibilità) è iniziato con l’intervento di Alessandro Baricco. Per rimanere nella metafora, posso dire che Baricco sta alla Holden come Albus Silente sta a Hogwarts: un’autorevolezza e un carisma da “grande capo”. Per la sua sessione del Perfect Day, Baricco ha scelto quello che ho capito essere uno dei suoi cavalli di battaglia, ovvero la lettura commentata di Madame Bovary di Gustave Flaubert. Durante l’intervento di Baricco non ho sentito volare una mosca. Per me, è stata una conferma: Baricco è un vero, talentuoso comunicatore. Ha la capacità di tenere alta l’attenzione del suo pubblico per un tempo anche molto prolungato, senza mai una caduta, senza mai una sbavatura. Ci ha portato, senza che ce ne rendessimo conto, a spasso nei boschi narrativi come “cani al guinzaglio”, per usare un’espressione che lui stesso indicava come uno dei talenti di Flaubert nei confronti dei propri lettori.
Il suo approccio alle tecniche narrative è da divulgatore, non da accademico. Non avrà letto più di un paio di pagine del romanzo di Flaubert, ma i brani che ha scelto di commentare li ha smontati e rimontati come gli ingranaggi di un orologio. E’ stato l’unico, tra gli scrittori che ho seguto durante la giornata, a fare un’operazione di vera analisi tecnica del testo letterario, che era secondo me la formula vincente di questo Perfect Day. Sono uscito dalla sessione di Baricco con l’impressione di aver assistito ad una vera lezione, come da tempo non mi capitava.

Dopo Baricco ho seguito l’intervento di Gianrico Carofiglio, che ha scelto di commentare “Mattatoio n. 5″ di Kurt Vonnegut. Sebbene Carofiglio sia partito dal discusso romanzo di Vonnegut sul bombardamento di Dresda, e mi abbia convinto di una sua genuina ammirazione nei confronti sia dell’opera sia del suo autore, devo dire che in realtà si è allontanato in più di un’occasione dal romanzo per intraprendere voli pindarici in altre direzioni, finendo per parlare soprattutto della sua esperienza personale come autore. Esperienza certamente interessante e apprezzabile, che però – paragonando il suo intervento a quello di Baricco – ha messo in secondo piano l’analisi del testo in questione.

Ora di pranzo: buffet nello “spazione”, ovvero l’aula più grande della Holden. Facce rilassate, sorridenti. Gli autori, tutt’altro che inavvicinabili, conversavano e mangiavano insieme ai partecipanti, a volte interrotti per una domanda, a volte per un autografo. Lucarelli, manco a dirlo, è stato il più “gettonato” in assoluto: in pratica non c’è stato un momento di pausa in cui qualcuno non abbia approfittato del suo tempo per un’intervista, un autografo o una richiesta.

La sessione pomeridiana per me è stata una specie di terno al lotto letterario. Ore 14.30 Melania Mazzucco, ore 16.15 Niccolò Ammaniti: due Premi Strega uno dietro l’altro, ragazzi (mentre peraltro, in aule diverse, altri due Premi Strega stavano facendo lezione: Sandro Veronesi e Domenico Starnone). Mazzucco e Ammaniti sono entrambi romani di nascita, entrambi classe 1966.
Vado alla lezione della Mazzucco con fortissime aspettative. Oltre ad averla già intervistata per Scritturacreativa.com, l’avevo conosciuta ad Ancona in occasione della presentazione del suo romanzo “Un giorno perfetto” (a proposito… come non notare la coincidenza tra il titolo e il nome dell’evento alla Holden?). La Mazzucco esordisce spiegando di aver scelto di commentare l’opera di un’autrice donna, perché era certa “che altrimenti nessun altro lo avrebbe fatto“. Previsione che puntualmente, in effetti, si è avverata. La scelta della Mazzucco è caduta su “L’isola di Arturo” di Elsa Morante (anche lei Premio Strega, proprio con questo romanzo). Essendo io uno tra i (parecchi) partecipanti che non aveva letto il libro, ascoltavo la storia del romanzo della Morante per la prima volta in questa occasione.
A mio parere il suo intervento è stato magistrale. La Mazzucco, oltre a essere persona estremamente colta, possiede un vocabolario di una vastità imbarazzante e una proprietà di linguaggio davvero rara. E’ stata un’esperienza profondamente arricchente, dal punto di vista letterario, anche se la sua è stata più un’esegesi del testo, che un’analisi tecnica. Ad ogni modo, pur non avendo ancora letto il romanzo della Morante, posso certamente dire che la sua “madrina” è riuscita a trasmetterne la potenza evocativa e il fascino narrativo.
Piccola nota a margine: durante l’intervento della Mazzucco ero seduto in fondo all’aula. Vicino a me, come qualunque altro partecipante, era seduto Baricco, che ha ascoltato dall’inizio alla fine l’intervento della Mazzucco, senza proferir parola. Anche questo è stato il Perfect Day.

Ultima sessione: intervento di Niccolò Ammaniti. Ammaniti ha scelto per il suo Perfect Day un testo un po’ particolare: il racconto “La notte che si persero il film dell’orrore” di John Lansdale (in Maneggiare con cura, Fanucci 2004).
Forse un po’ impacciato durante la prima parte del suo intervento, mentre commentava questo racconto bizzarro trovandosi a rivestire i panni del “docente”, si è invece lasciato andare nella seconda parte, quando ha iniziato a parlare a ruota libera raccontando una serie di aneddoti sul suo esordio letterario, con una verve e una dialettica da attore consumato. Era tanto che non ridevo così di gusto, sul serio. Ho scoperto un Ammaniti davvero simpatico. Chi era con me nell’aula grande ve lo potrà confermare.

Alle 18 e qualche minuto il Perfect Day, almeno il mio, finisce. E’ stata un’esperienza preziosa, non saprei definirla in altro modo. Un’occasione di conoscere più da vicino persone che io reputo molto speciali, cioè alcuni bravi autori di narrativa. Quattro individui del tutto diversi tra loro, sia nei modi che nell’approccio al tema, ma che hanno parlato con generosità e onestà della propria esperienza di narratori. Cosa non da poco.
Forse il Perfect Day non farà di me uno scrittore migliore, ma certamente mi ha aiutato ad essere un lettore più consapevole.

Vedi anche: il servizio che SkyTg24 ha dedicato al Perfect Day.

Archiviato in: Segnalazioni | 29 aprile 2008 | 15 Commenti »

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15 commenti Leave a comment.

  1. On 1 maggio 2008 at 1:28 pm Nancy Said:

    Ho letto solo le prime 10 righe…dopodichè non ce l’ho fatta a continuare…questo perfect day si aggira ancora tra i miei sensi…ha mosso le corde giuste che continuano ancora a vibrare..e penso e mi auguro che questo vibrare non si fermi mai!!Grazie a tutti!!

  2. On 1 maggio 2008 at 6:41 pm Federico Remiti Said:

    Caro direttore,

    grazie ancora una volta e’ sempre bello vedere il maestro al lavoro, ed ancor piu’ bello quando il maestro porta i suoi amici a casa sua!
    Il clima per me era proprio questo, come se avesse aperto le porte di casa sua e avesse condiviso con noi il vino piu’ pregiato della sua cantina.
    Mi e’ piaciuto molto anche il dinner party, aria di vera festa, nel cuore della vecchia e sempre amata Torino, ma questo gliel’ho gia’ detto di persona.
    Dopo il perfect day, continuero’ a persguire il sogno di scrivere una co-sceneggiatura con Lei… chissa’!

    In bocca al lupo per il suo esordio alla regia.

    Federico Remiti

  3. On 3 maggio 2008 at 5:47 pm Ilaria Said:

    Per me il 26 aprile è stata una giornata eccezionale. Quando facevo l’Università gli incontri con gli scrittori erano pane quotidiano, poi, dopo laurea, le necessità e la vita mi hanno allontanato completamente da quel mondo e mi sono ritrovata ad errare tra barbari call center e aridi uffici pieni di impiegati piccoli e spenti. Per me il 26 aprile è stato come tornare a mangiare dopo un lungo digiuno. Baricco, un eroe, un grande mecenate, parlava di Flaubert e mi ha spinto a riflettere sulla vita e la vitalità dello stile. Mentre prendevo appunti pensavo alla prosa di Cicerone e a Garcìa Màrquez e quando avrei voluto iniziare a chiedere e a discutere era già ora di andare in classe da Starnone. A volte il tempo ha un valore relativo, per me un’ora e mezza con Starnone a parlare del romanzo di Diderot è valsa quanto un anno intero, è stata una lezione intensa, illuminante e leggera, grazie all’ironia del professore. La scelta del testo poi la considero geniale. A pranzo ho mangiato troppi tramezzini e mi sono divertita a chiaccherare con gli altri allievi, che venivano dalle città e dalle esperienze più disparate. Dopo di corsa da Melania Mazzucco, unica donna a parlare di uno scrittore-donna (Elsa Morante) e di quella particolare sensazione di perdita, di piacere e delirio, a metà tra il sonno e la veglia, tra il reale e la fantasia, che si respira nell’isola di Arturo. Dalle parole della Mazzucco ho intuito che dietro il suo coltissimo linguaggio e le conoscenze straripanti si cela un’incessante attività di ricerca critica e storica che alimenta l’attività didattica e i suoi romanzi. E finalmente, last but not least, il grande Ammaniti. Inizia con qualche insicurezza a leggere brani del racconto di Lansdale, è agitato e il clima nella sala si inizia a sciogliere solo quando qualcuno gli chiede di lui, di come è diventato uno scrittore. Ascoltarlo mentre raccontava e “creava” la storia della sua vita, l’infanzia, il rapporto con i genitori, lo scontro casuale con la scrittura, è stato divertente e utile. Mi ha molto colpito la sua umiltà e lo sguardo da bambino, con tutto ciò che ne consegue (la paura, la curiosità, il disorientamento, la furbizia). Si è beccato l’applauso più fragoroso.
    La festa è stata bella ma avrei voluto che tutto durasse di più, avrei voluto ascoltare gli altri quattro scrittori, avrei voluto vedere meglio Torino, e fare tutte le domande che mi sono venute una volta a casa, mentre metabolizzavo e digerivo dopo la grande abbuffata.
    Non so se voglio fare la scrittrice, a volte sento il bisogno di raccontare delle cose ma penso di non essere pronta e rimando. So con certezza di essere lettrice da sempre. E di volerlo continuare ad essere. Grazie per avermi fatto sentire che non sono sola e che c’è un luogo dove quello che amo viene coltivato e nutrito.
    Grazie davvero di cuore,
    Ilaria

  4. On 5 maggio 2008 at 9:19 pm Cucino Concetta Said:

    Per la Holden & C.
    Non ero mai stata a Torino prima del Perfect Day. Immaginavo la Torino-operaia, la città delle grandi fabbriche, poi nelle pagine di “Valentinoâ€?, “La strada che va in cittàâ€? e “Lessico famigliare” ho conosciuto anche la Torino dei portici, del Corso, del lungo Po, dei caffè. Poi grazie alla “holdenâ€? mi ci sono ritrovata in questa Torino: ho camminato lungo il Po, ho visto le colline, i giardini del Valentino, ho attraversato la strada, ho salito le scale di una palazzina liberty, dove c’erano delle stanze luminose dalle finestre grandi, otto scrittori e altri come me. C’eravamo noi e c’erano loro. Tutto è stato perfetto.
    Fuori era già primavera.
    Grazie,Concetta.

  5. On 8 maggio 2008 at 12:44 pm sergio Said:

    deve essere stata una gran bella esperienza, da come ne parli. un peccato non aver potuto partecipare. ciao. sergio.

  6. On 8 maggio 2008 at 1:18 pm Andrea Said:

    Sighh.. quanto AVREI VOLUTO ESSERCI.
    MA un anima nobile e buona che ha filmato gli interventi e li possa mettere da qualche parte(youtube) o perlomeno l’audio. Siate buoni. su su

  7. On 8 maggio 2008 at 3:35 pm Marco Said:

    Il Perfectday me lo trovo ancora addosso, ogni tanto, improvviso, inatteso, cinematografico, mentre guido, parlo, mangio, leggo, scrivo, dormo, fingo di ascoltare il capo o di progettare il futuro, oppure quando corro, guardo il cielo e me ne frego.
    La cosa che mi ha dato il brivido più intenso è rendermi conto che era la prima occasione in cui ero assieme a pesci come me, con le branchie che filtrano parole, personaggi, virgole e stracci di trame, anche se poi, magari, non san ben che se ne faranno, o forse si. Era la prima volta che uscivo un po’ allo scoperto, e devo dire che l’Acquario, quello fuori, sembrava un po’ meno preoccupante.
    Gli incontri sono stati bellissimi tutti, anche perchè diversi, sbilenchi e tosti. Peccato solo aver dovuto rinunciare a qualcuno. Baricco che mi ha indicato – insegnato – come scavare i paragrafi e le parole ( ed io subito lì, zac, a trivellare Fante); Veronesi che m’ha lasciato sbalordito scarnificando il Vangelo di Marco, e mica è poco trovarci la struttura di Hollywood ( e nonna non mi saluta più); Carofiglio ha tracciato un po’ il cammino percorso, e secondo me ha incoraggiato un po’ tutti noi, sembrava un po’ lì, sul muro a tracciare il percorso da scalare; Lucarelli, didattico e semplice proprio come uno se lo immagina, facile facile ti spiega cosa fa girare pagina a chi di pagine da leggere ne ha comunque tante.
    Davvero incredibile!
    Grazie a tutti!
    La prossima volta, se ci sarà, registro ogni cosa.
    La sensazione è che adesso vedo un po’ più in là, quando mi arrampico, un po’ più in alto, sulla tastiera del mio pc: grazie!

  8. On 9 maggio 2008 at 5:19 pm Francesca Said:

    Ho ancora un GRAZIE nella mente e nel cuore per la giornata a cui ho potuto partecipare, per la varietà e la ricchiezza degli incontri, per aver conosciuto tanti specchi del mio essere, per il profumo delle storie e delle parole, per il sentirsi a casa, per il gioco, per la conoscenza…A presto Perfect Day!

  9. On 13 maggio 2008 at 9:02 am Alberto Said:

    Grandioso il Perfect Day.
    Ho imparato tanto, tanto sul serio. Un clima bellissimo di gente che ha voglia di imparare e di stare ad ascoltare.

    Per me, poverello ed aspirante scrittore di sceneggiature, è stato un grande evento.

    Grandioso

  10. On 16 maggio 2008 at 8:54 am Giorgio Said:

    Sono passate due settimane dal Perfect Day ed io l’ho ancora nella testa come un adolescente ha in testa il suo primo amore. Ricordo ancora ogni particolare, segno, gesto, parola; le persone conosciute e non ancora dimenticate – con alcune sono rimasto in contatto. Un dei momenti più belli che abbia vissuto. Grazie alla scuola Holden.

  11. On 16 maggio 2008 at 9:44 pm Andrea Said:

    Quindi nessuno con audio e video? e daiiii

  12. On 17 maggio 2008 at 5:01 pm Cucino Concetta Said:

    Ciao Andrea, penso che nessuno di noi abbia ripreso le lezioni. Telefona alla scuola Holden e chiedi informazioni. Avevo pensato,visto che la Holden non pubblica i nostri scritti di riscrivere il nostro giorno perfetto e il commento. Cosa ne pensate? Intanto ecco il mio:

    Un giorno perfetto
    E’ svegliarsi in una città che non conosci e sentirla tua, è camminare e lasciarsi alle spalle la città che hai appena conosciuto.
    E’ un ricordo:Dammi ancora un bacio-disse mamma-Quante volte te l’ho detto di non dirlo in giro che sei comunista, tuo padre si rivolterà nella tomba. Mamma lo diceva con quel timbro di voce ancora da fanciulla. Poi un lieve sorriso le tornava sulle labbra.
    E’ un odore spalmato nell’aria di mele stese sul fieno, in autunno avanzato.

    Poteva essere un giorno perfetto
    Il cielo è imbronciato.
    Ore 9,30: Un tizio cammina con un mazzo di fiori in mano e nell’altra ha un ombrello.
    Saluta un suo amico,il quale gli dice che sta piovendo e che i fiori si stanno bagnando.
    Il tizio apre l’ombrello e fa in modo che i fiori non si bagnino.
    Intanto, inatteso il vento porta via l’ombrello e i petali volano in aria.
    Il tizio lascia il mazzo su un muretto di una palazzina bianca e va via.

    Aspetto curiosa i vostri.Concetta

  13. On 19 maggio 2008 at 12:55 pm ferrante Said:

    La giornata più bella
    La giornata più bella è quella che non si vive.
    È quella in cui si rivive, si immagina e si aspetta.
    La giornata più bella è oggi , in cui non faccio niente e circolo per la casa con quasi tutte le finestre ancora chiuse aggirandomi da estranea, toccando le cose e pensando ad esse e al domani, ad esse e al passato, guardandole con il grande occhio che confonde i contorni ma da’ una visione totale e totalizzante.

    In camera c’è il borsone utilizzato nel week end infinito,nel verde, fatto di tanti particolari e tanti momenti da sembrare un’intera straordinaria vacanza fuori dal mondo e dalle cose, sul tavolo le carte del mio lavoro che aspetterà ancora un poco prima di essere preso in considerazione.
    Niente è per oggi e tutto lo è : nel pensiero.
    Servono queste giornate per astrarsi dalla realtà e fermarsi.
    Sono sospese nel tempo né ieri né oggi né domani.
    Fatte di cose iniziate e lasciate perché non è oggi che termineranno. Oggi si ascolta musica e si va via con la mente.
    Oppure si sta nel silenzio attento delle cose e nel brusio del pensiero

    Si è nel mare dalle onde lunghe di ieri che si infrangevano lente sugli scogli odorosi di alghe e di salsedine, si è nella mano che sfiora il seno, nel racconto paradossaledelle avventure di n.,nella sicerità totale di un dialogo di adulti rimasti bambini che si divertono, nella cena elegante,imprevista ed inaspettata con z., nella sensazione di qualcosa che andava detto e che non si è fatto nel pensiero di ciò che poteva essere, ma che si aveva paura che fosse.
    Nella sensazione di realtà esteriore non reale ma voluta da entrambi così com’era.
    ci si annusa , a volte,aspettando gli eventi.. in una familiarità che diventa concreta, ma che non si concretizza.
    e tuttavia lascia un senso di dolce appagamento.

    E si naviga, e si ipotizzano barche su cui non si è mai messo piede ma con cui si è in contatto e su cui forse si salirà.
    E si ipotizzano incontri lasciati in sospeso e si rileggono pagine scritte da chi inaspettatamente ti cerca.

    Aldilà del mondo e aldilà del tempo la vita di ogni giorno: il cambio di stagione, i compiti da correggere,le lavatrici da riempire, i trasportatori che verranno nel pomeriggio
    Tutto fuori.
    Solo l’Io di dentro.
    Solo il pensiero di questo strano maggio e di questa giornata sospesa nel vuoto.

    Ecco l’ho scritto. certo a maggio più che aprile, fuori tempo….come sempre.
    ma si può dare un tempo alla scrittura?
    un saluto.f.

  14. On 20 maggio 2008 at 12:51 pm monica Said:

    Scusate, ma non s’era detto che i racconti selezionati li pubblicavano sul sito? Sarebbe bello che ottenere questa micro soddisfazione che unisca agli splendidi ricordi del giorno perfetto anche il piacere di “ficcare il naso” nei giorni perfetti degli altri….

  15. On 17 giugno 2008 at 6:48 pm Scrittura Creativa » Blog Archive » Scuola Holden: il 25 giugno c’è l’esame di ammissione Said:

    [...] Quando sono andato a Torino, lo scorso aprile, per il Perfect Day alla Holden, mi era stato detto che il prossimo anno scolastico avrebbe portato con sé delle novità nel corso biennale. La prima novità è che l’esame di ammissione per selezionare i 30 studenti che potranno frequentare i corsi avverrà in un solo giorno: il 25 giugno 2008. Sarà principalmente una giornata di presentazione della Scuola, con test e esercizi di scrittura e di conoscenza. Alla giornata di selezione sarà presente anche il “preside” della Scuola, Alessandro Baricco. [...]

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